Creare un concetto che duri nel tempo è l’eterna prova di ogni designer. Per Bugatti, si tratta di un principio guida che ha plasmato il marchio per 116 anni, influenzando le idee che conferiscono a ogni auto la sua identità inconfondibile. Mantenere questo approccio per oltre un secolo richiede una chiara visione del design che si intreccia con ogni elemento di un veicolo. Nel nuovo capitolo di Bugatti, questa responsabilità spetta al team che ha progettato l’abitacolo del Tourbillon. Nell’ultimo episodio di “Una nuova era”, il capo designer degli interni di Bugatti ci spiega la sfida unica di dare vita a questo abitacolo.
“Il ruolo di un designer di interni è quello di progettare l’intero abitacolo di un veicolo, dai primi schizzi fino alla produzione. Ma in questo percorso dobbiamo considerare molti aspetti: non solo il DNA di Bugatti e assicurarci di onorare tutti gli spunti stilistici del marchio, ma anche sviluppare un tema; una sequenza di utenti che sia comprensibile”.
Ignacio Martinez
Capo designer di interni di Bugatti
Tracciando una linea che attraversa i capolavori Bugatti che l’hanno preceduta, il Tourbillon immerge i suoi passeggeri in un mondo di lusso e tradizione. La qualità e la scelta dei materiali all’interno dell’abitacolo dell’hypercar contribuiscono a creare un’atmosfera che riflette l’aura che le vetture Bugatti hanno creato per il marchio, riecheggiando gli spunti iconici che hanno scandito il linguaggio del design del marchio fin dall’inizio.

All’interno dell’abitacolo, l’iconica linea centrale e la linea C che definiscono i veicoli del marchio convergono in una nuova forma, creando uno spazio su misura da un lato per il conducente e dall’altro per il passeggero – una linea che corre al centro dell’abitacolo, in sottile armonia con la linea centrale esterna. Oltre alla suddivisione orizzontale dei colori nell’abitacolo, è stata ampliata anche la gamma di materiali utilizzati nell’abitacolo. Tessuti di nuova concezione e personalizzati per i sedili e gli interni delle portiere si affiancano alla morbida pelle per stimolare i sensi degli occupanti. Bugatti sta perseguendo un approccio chiamato “car couture”, che traduce il mondo dell’Alta Moda in quello automobilistico.

Mentre l’eccellenza e l’eredità fluiscono attraverso l’estetica del veicolo, i progettisti del Tourbillon dovevano anche riflettere questa qualità nella robustezza della sua ingegneria. Hanno dovuto bilanciare i loro desideri creativi con i requisiti pratici di fornire un abitacolo che fosse anche definito da sicurezza, comfort e prestazioni.
“Nel corso del processo di progettazione, abbiamo dovuto garantire l’implementazione di requisiti critici come gli airbag, la posizione delle cinture di sicurezza, il comportamento del veicolo in caso di incidente e il conseguente impatto sugli occupanti. Si tratta di un veicolo che verrà utilizzato e guidato in strada, quindi abbiamo dovuto rispettare molti vincoli per portarlo in produzione”.
Ignacio Martinez
Capo designer di interni di Bugatti
Tutto ciò che ha alimentato la creazione dell’abitacolo del Tourbillon è strettamente legato all’innovazione ingegneristica e all’intelligenza del design, che ha guidato i progettisti Bugatti a fornire le caratteristiche essenziali richieste ai veicoli stradali moderni, pur rimanendo fedeli al concetto di design originale.

Nel caso del Tourbillon, che prende il nome da un’innovazione orologiera dei primissimi anni del XIX secolo, la filosofia di design al centro dell’hypercar riecheggia anche il concetto alla base del suo omonimo orologiero: lo spirito dell’atemporalità.
L’aspetto dell’atemporalità ha quindi avuto un ruolo centrale nella creazione del concept degli interni.
“Proprio come ogni orologio prezioso, un veicolo Bugatti deve essere senza tempo; questi oggetti passano di generazione in generazione. Il Tourbillon deve conservare il proprio carattere, senza seguire alcuna tendenza. Ecco perché, nell’era digitale, abbiamo deciso di puntare sulla tecnologia analogica, dove l’arte dell’orologeria incontra la disintossicazione digitale”.
Frank Heyl
Direttore Design di Bugatti
Scegliendo di offrire l’intera interfaccia uomo-macchina e l’esperienza di guida in modo volutamente analogico, il team di progettazione ha lavorato per ridurre al minimo e semplificare la superficie digitale del veicolo. L’accento è invece posto sui comandi fisici, progettati per offrire un feedback aptico, una resistenza e una corsa di qualità eccezionale, mentre il display centrale è nascosto all’interno del cruscotto fino a quando non viene utilizzato a comando.

Seguendo la linea centrale dell’abitacolo, l’occhio viene attratto anche dal fulcro dell’esperienza di guida: il volante e il quadro strumenti.
Simbolo evocativo della filosofia analogica che definisce il Tourbillon, entrambe le caratteristiche si uniscono per formare una proposta distintiva. Il volante a mozzo fisso integra i comandi dell’utente e le palette del cambio all’interno del suo bordo senza soluzione di continuità, ruotando liberamente intorno all’airbag centrale: un risultato meccanico che funge da complemento perfetto alla chiesuola del quadrante squisitamente lavorato che si trova sotto.
Il gruppo completamente analogico rappresenta una straordinaria impresa di ingegneria meccanica; ogni ingranaggio e meccanismo è stato sviluppato in collaborazione con maestri orologiai svizzeri e combina la migliore maestria che il mondo dell’orologeria e dell’automobilismo possono offrire. Utilizzando lo stesso approccio utilizzato per il volante, i quadranti evidenziano il fascino della bellezza della meccanica: l’involucro in alluminio fresato, l’elegante composizione scheletrata e il display con cristallo ricordano la raffinata semplicità meccanica dei modelli Bugatti dell’inizio del XX secolo.

È a questa semplicità che i designer Bugatti hanno attinto nel corso dei decenni, seguendo un percorso simile a quello del mondo dell’orologeria.
“Tutto all’interno del Tourbillon è collegato semanticamente all’arte dell’orologeria. Mantenendo questo approccio vivo e fiorente attraverso le nostre matite, le nostre mani e le nostre menti, ci assicuriamo che l’esperienza di guida del Tourbillon rimanga senza tempo per gli anni a venire.”
Ignacio Martinez
Capo designer di interni di Bugatti