Dopo un lungo tratto di strada veloce, un’andatura moderata può sembrare sorprendentemente lenta. Capirne il motivo aiuta automobilisti e motociclisti a evitare di arrivare a velocità troppo elevate al prossimo attraversamento pedonale o all’incrocio successivo.
Esci dall’autostrada, rallenti e senti che la velocità cala. Hai sicuramente rallentato abbastanza, no? Poi dai un’occhiata al tachimetro e scopri che stai ancora andando molto più veloce di quanto pensassi.
Questo divario tra la velocità percepita e quella effettiva viene comunemente chiamato “velocitation”. Dopo aver pedalato a lungo a velocità elevate, una velocità inferiore può sembrare più lenta di quanto non sia in realtà. Il pericolo è chiaro: se rallenti solo fino a quando il ritmo ti sembra giusto, potresti comunque andare troppo veloce.
Perché succede
La nostra percezione della velocità è una stima. Un fattore importante è il flusso ottico: il modello di movimento nel nostro campo visivo mentre superiamo segnaletica stradale, alberi, edifici e altri oggetti.
Il sistema visivo si adatta al movimento prolungato. In una ricerca di laboratorio in cui si usavano motivi in espansione per rappresentare il movimento in avanti, l’esposizione a movimenti più veloci faceva sembrare i movimenti successivi, anche se più lenti, ancora più lenti. Questo spiega scientificamente quella sensazione che provi quando esci da una strada veloce e ti ritrovi su una strada normale, dove la velocità ti sembra inaspettatamente bassa.
Ci sono prove anche dalle strade reali. In uno studio sul campo del 1978, Michael Matthews ha confrontato il traffico che entrava nella stessa autostrada proveniente da diversi contesti di guida. I veicoli che arrivavano da una superstrada più veloce viaggiavano, in media, a 6,9 km/h in più rispetto a quelli provenienti da un percorso urbano. Il risultato era coerente con l’adattamento della velocità, anche se un confronto osservativo non può isolarla da ogni altra influenza.
Nessuno dei due studi fornisce un fattore di correzione universale per il tuo viaggio. La lezione pratica è che la velocità che hai sperimentato di recente può influenzare la percezione della velocità successiva.
Come un errore di percezione diventa un problema di sicurezza
Il rischio più evidente si presenta quando la strada cambia: un’uscita autostradale si restringe in una curva, una strada di campagna veloce entra in un paese, oppure un incrocio si presenta subito dopo un lungo rettilineo. Hai ridotto la velocità, ma forse non abbastanza per quello che ti aspetta.
Un piccolo errore può fare una grande differenza. Pensa a 60 km/h invece che a 50 km/h:
- Percorri circa 16,7 metri al secondo invece di 13,9 metri.
- A parità di tempo di reazione, percorri il 20% in più prima che inizi la frenata.
- A parità di decelerazione costante in frenata, lo spazio di frenata è più lungo del 44%.
Si tratta di calcoli fisici, non di previsioni relative a una specifica auto, moto o tipo di fondo stradale. Lo spazio di arresto totale comprende sia lo spazio di reazione che lo spazio di frenata; non aumenta esattamente della stessa percentuale di ciascuna di queste due componenti.
Lo stesso rapporto “velocità al quadrato” vale anche per l’accelerazione laterale necessaria per affrontare una curva di raggio fisso. Affrontare quella curva a 60 invece che a 50 km/h richiede il 44% in più di accelerazione laterale. Una piccola differenza sul tachimetro può quindi mettere a dura prova gli pneumatici.
Per i motociclisti, le conseguenze meritano un’attenzione particolare. La curva consuma già parte dell’aderenza disponibile degli pneumatici, lasciando meno margine per la frenata. Entrare in curva troppo velocemente può far sì che il motociclista faccia fatica a mantenere la traiettoria prevista o sia costretto a una correzione brusca. La Motorcycle Safety Foundation identifica l’eccessiva velocità in entrata come un problema comune in curva.
Come evitare che sia lui a decidere la tua velocità
Non puoi fare affidamento sul fatto di accorgerti nel momento esatto in cui la tua percezione cambia. Un approccio più utile è quello di inserire dei controlli oggettivi durante il viaggio.
Dai un’occhiata veloce al tachimetro. Includile nella tua normale routine di osservazione, soprattutto dopo un tratto di guida veloce e quando ti avvicini a un limite di velocità più basso. Fai solo una rapida occhiata e riporta subito l’attenzione sulla strada. Le linee guida ufficiali per i conducenti dell’Oregon raccomandano specificatamente di controllare il tachimetro per contrastare la “velocitation”.
Considera ogni cambio di tratto stradale come una nuova valutazione della situazione. Un’uscita, l’ingresso in un paese o la prima curva dopo un lungo rettilineo richiedono un controllo attento della velocità, della visibilità e delle condizioni della strada. Pianifica la riduzione della velocità con sufficiente anticipo per arrivare a una velocità adeguata. Quando un’autostrada ha una corsia di decelerazione, usala come previsto, tenendo conto di code, uscite brevi e del tratto di strada che ti aspetta.
Scegli una velocità adeguata al tratto di strada che riesci a vedere. Il limite indicato è un valore massimo; a volte le condizioni possono richiedere una velocità molto inferiore. Lascia spazio sufficiente per fermarti nel tratto di strada libero davanti a te e mantieni una distanza di sicurezza adeguata dal veicolo che ti precede. Una curva che nasconde veicoli fermi richiede cautela anche quando la tua velocità è entro i limiti consentiti.
Preparati alle curve prima di affrontarle. Per i motociclisti, questo significa valutare la curva e ridurre la velocità in modo adeguato in fase di avvicinamento, con movimenti di controllo fluidi. Continua a guardare oltre la curva e a tenere d’occhio la strada. Evita che dare un’occhiata tardiva al tachimetro diventi una distrazione proprio quando la curva richiede tutta la tua attenzione.
Ricontrolla dopo aver rallentato. Se un ritmo adeguato ti sembra insolitamente lento, resisti all’impulso di accelerare solo per ritrovare una sensazione familiare. Verifica la velocità e continua a valutare la strada. Sentirti lento non significa che devi andare più veloce.
Durante un lungo viaggio, questi controlli vanno affiancati a pause ragionevoli e all’attenzione alla stanchezza. Una pausa non dovrebbe essere vista come una soluzione garantita a tempo determinato per adattarsi alla velocità.
L’abitudine utile è semplice: ogni volta che la strada cambia caratteristiche, controlla la velocità, valuta lo spazio davanti a te e scegli di nuovo il ritmo.